Curve bianche

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fiore di calla visto dall'alto

Oggi pubblico su flickr e instagram le foto di una Calla, all’interno del mio progetto sui fiori “in scuro”. Sono scatti diversi per colorazione, ritaglio e posizione, ma il mio preferito è questo:

fiore di calla, visto di fronte
Curve bianche – 95mm su APS-c, 1/30 s, f 4, iso 200

Anche la versione a colori mi piace, ma penso che il colore non aggiunga niente di determinante al questa foto, la cui forza è nella forma e nell’illuminazione. Mi piace molto, però, il modo in cui il verde del gambo degrada al nero andando in ombra:

Curve bianche – 95mm su APS-c, 1/30 s, f 4, iso 200

Gli altri scatti sono quadrati, in varianti colorate e monocromatiche: uno è il fiore visto dall’alto, l’altro è un semplice ritaglio, con conseguente redefinizione delle ombre per sfumare l’uscita.

Al solito, ho fatto una estesa ricerca sulla pianta, sia dal punto di vista botanico che storico e artistico. La riporto di seguito, limitata com’era dai 2200 caratteri delle caption Instagram.

Zantedeschia Aethiopica. Il genere Zantedeschia [IT: “Calle”, “Gigli del Nilo”] [EN: “Arum lily”, “Calla Lily”], della famiglia Araceae, fu introdotto in Europa dall’Africa nel sec. XVII, poi ovunque escluso l’Antartide.

“Calla” viene dal greco “kalòs”, cioè “bello”. Il genere fu nominato dal botanico tedesco Kurt Sprengel (1766-1833), dedicandolo a Giovanni Zantedeschi (1773-1846), medico e botanico Italiano.

Sono piante perenni, alte fino a 1 metro, con infiorescenze composte da una spata a forma d’imbuto e da uno spadice biancastro eretto. Quello che comunemente è considerato il fiore, in realtà è la deformazione di una foglia.

Come buona parte delle Araceae, tutte le parti della pianta sono velenose per la presenza di “rafidi”, cristalli di carbonato di calcio a forma di aghi. È una difesa contro gli erbivori, poiché riescono a lacerare la mucosa della bocca e del tratto esofageo. Il risultato è irritazione locale al contatto e, se ingerita, sensazione di bruciore in bocca, vomito e diarrea.

Raphides_from_variegated_ivy

Sono utilizzate come piante ornamentali e per i fiori recisi. Sono visitate dalle api.

La calla è stata un simbolo fallico e di virilità. Una tradizione popolare vuole che, per conoscere il sesso del nascituro, si chiedesse alla donna incinta di scegliere tra una calla e una rosa. Nell’Ottocento, assunse il significato di passione e sensualità. In Irlanda questo fiore fu simbolo della Repubblica, nata dopo la rivolta del 1916.

È presente in vari dipinti, tra cui “Venditrici di calle” (1943) di Rivera, “La Maternità” di Olaia, “Calle, iris e mimose” di Matisse, “ Calla e piante da serra” di Renoir.

Con il Liberty questo fiore diventa il simbolo della bellezza sofisticata e compare come decorazione di lampade ed edifici. Si vede anche nel film “Palcoscenico” (Stage Door, G. La Cava, 1937), in cui K. Hepburn dice: “Le Calle sono di nuovo in fiore..”.

Sony a6000 with SEL18105g. Natural light. Minimum edit and BW mix in Adobe Lightroom.

Fonti:
– Wikipedia.org;
– alaspavolarsite;
– gardenclubarona;
– giardinaggio.org;
– giardinaggio.it;
– Nicoletta Fumagalli su gardenclubmilano;

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