Isolamento Sociale

Posted on
Somewhere far beyond (self social distancing) - Jessica in primo piano guarda lo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei, in distanza, sono le luci arancioni di un locale all'aperto. 50mm, f 1.4, 1-13 sec, ISO 320. Simone Pelatti 2020

Sembra che soffriamo molto le regole di distanziamento imposte per salvaguradare la salute collettiva, tanto che vediamo continuamente come vengano infrante, nella noncuranza generale.

Ma davvero ci teniamo così tanto a poter stare a contatto con gli altri? Non siamo già tante volte noi a tenerci a distanza, ad isolarci, a dedicarci all’auto-isolamento e all’individualismo?

Tante volte, in tante occasioni, vedo persone vicine fisicamente, ma che si ignorano completamente, come se fossero a metri di distanza. In situazioni pubbliche, come i passeggeri di un treno, conviviali o culturali, o anche in momenti che dovrebbero essere intimi di una coppia o di un gruppo, come una cena al ristorante, una passeggiata, una serata al cinema..

Forse la verità è che quella maschera davanti alla faccia ci fa molto comodo, e quella distanza imposta la combattiamo solo perchè è una regola.

Ho pensato a come esprimere questi ragionamenti con qualche foto. L’ispirazione m’è venuta vedendo una ragazza seduta su una panchina, di sera, con la mascherina illuminata dalla luce del display del telefono, completamente sola in mezzo al via vai della passeggiata serale, completamente assorta nell’alternarsi di notifiche sul suo dispositivo. Sembrava che stesse bene, sembrava che non fosse lì, con la mente chissà dove.

Ho rifinito il progetto pensando a come enfatizzare il contrasto tra la sua figura, in particolare la mascherina e gli occhi, e la vita di contorno.

Ho puntato sull’effetto bokeh per rendere sognante e morbido l’ambiente, mentre il volto è precisamente definito.

Per aumentare il contrasto che separa i due mondi, personale ed esterno, ho scelto due colori complementari, a partire dall’azzurro della mascherina e della luce del display vs il giallo-arancio delle luci d’atmosfera.

Ho scelto una modella con gli occhi azzurri, per coerenza, e i capelli neri che, insieme al vestito nero, la fanno emergere a fatica dalle ombre. Jessica Milardo ( @jessilune_9 ) si è prestata volentieri.

Tutte le foto sono scattate con Sony a6000 in luce non controllata, verso le 22.30 di sera. Ho usato 3 diverse ottiche manuali fisse:

  • Meike 35mm f1,7, Sony-e;
  • Cosinon 55mm f1.4, M42 + adt. Sony-e;
  • Pentacon 135mm f2.8, Prakticar + adt. Sony-e.

Ho eseguito lo sviluppo in Adobe Lightroom, valutando anche la possibilità di convertire in bianco e nero, ma preferisco il contrasto cromatico azzurro/arancio.

Ho inventato una storia per questa serie di scatti, come se fosse stato un incontro casuale:

Somewhere far beyond (self social distancing) - Jessica in primo piano guarda lo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei, in distanza, sono le luci arancioni di un locale all'aperto. 50mm, f 1.4, 1-13 sec, ISO 320. Simone Pelatti 2020
Somewhere far beyond (self social distancing) – Jessica in primo piano guarda lo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei, in distanza, sono le luci arancioni di un locale all’aperto. 50mm, f 1.4, 1-13 sec, ISO 320. Simone Pelatti 2020

Sei nel tuo mondo, che non sai se è solo tuo o di tutti. Pensi di esserci dentro, ma non sai se come un punto luminoso nel buio o come una goccia nel fango.

Among but not too much (self social distancing) - Jessica guarda lo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei, in distanza, sono le luci arancioni di un locale all'aperto. 35mm, f 2.0, 1-20 sec, ISO 400. Simone Pelatti 2020
Among but not too much (self social distancing) – Jessica guarda lo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei, in distanza, sono le luci arancioni di un locale all’aperto. 35mm, f 2.0, 1-20 sec, ISO 400. Simone Pelatti 2020

Cosa fai lì, lontano dagli altri, che provi a tenerti vicino ogni momento? La vita ti passa tra le mani, le vite ti scorrono accanto. Isolata dalle parole che tieni sulle dita, isolata dai rumori che filtrano dietro la tua maschera. Distante, presente, assente.

It's all in my mind (self social distancing) - Avvolta nel buio della sera inoltrata, Jessica alza gli occhi dallo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei, sopra la sua testa in prospettiva, sono le luci arancioni di un locale all'aperto. 35mm, f 1.7, 1-20 sec, ISO 400. Simone Pelatti 2020
It’s all in my mind (self social distancing) – Avvolta nel buio della sera inoltrata, Jessica alza gli occhi dallo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei, sopra la sua testa in prospettiva, sono le luci arancioni di un locale all’aperto. 35mm, f 1.7, 1-20 sec, ISO 400. Simone Pelatti 2020

Forse è tutto nella tua testa, un sogno mescolato ad un ricordo, lunghissimo, non sempre piacevole, mai afferrato, presenziato ma non vissuto. Forse te ne rendi conto, forse preferisci di no. Forse ti dà fastidio che l’abbia notato. Forse preferisci immergerti ancora e scomparire.

Night bazar (self social distancing) - Avvolta nel buio, Jessica guarda avanti, alzando gli occhi dallo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei sono le luci arancioni di un locale all'aperto, da cui sembra allontanarsi. 135mm, f 2.8, 1-15 sec, ISO 500. Simone Pelatti 2020
Night bazar (self social distancing) – Avvolta nel buio, Jessica guarda avanti, alzando gli occhi dallo schermo del cellulare, che le illumina il viso semicoperto dalla mascherina azzurra. Dietro di lei sono le luci arancioni di un locale all’aperto, da cui sembra allontanarsi. 135mm, f 2.8, 1-15 sec, ISO 500. Simone Pelatti 2020

Te ne vai, senza lasciare niente, uno sguardo nascosto dalla maschera, disperso tra il buio e le voci confuse come tra la folla di un bazar notturno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *